Bocciato il progetto del villaggio turistico in Brussa

Cartolina di Lega Ambiente

Cartolina di Lega Ambiente

Martedì sera, il Consiglio Provinciale ha deciso per lo stralcio del Piano di Assetto Territoriale (PAT) di Caorle proposto dal vicepresidente e assessore all’Urbanistica Mario Dalla Tor, approvvando l’ordine del giorno “La Provincia preservi l’isola di Vallevecchia” presentato proposto dai consiglieri Diego Vianello e Elena Carradori del Gruppo consiliare misto.

Il documento riguardava il progetto di espansione turistica ed urbanizzazione della zona adiacente a Valle vecchia, in località Brussa di Caorle, e prevedeva la realizzazione di 6.750 posti letto su un’estensione di circa 50 ettari.

Proprio i timori di una possibile urbanizzazione in prossimità di Vallevecchia avevano spinto in estate Legambiente ad una forte azione di protesta, scendendo in piazza con lo slogan “Save the Brussa”, cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica anche con la sottoscrizione di cartoline cartacee ed elettroniche ed una petizione on-line.

Per questo stesso motivo la Goletta Verde di Legambiente aveva assegnato la Bandiera nera alla precedente amministrazione di Caorle del Sindaco Marco Sarto.

Ritengo sia giusto stralciare – ha commentato il vicepresidente provinciale Mario Dalla Tor - l’ipotesi del campeggio perchè il sistema spiagge oggi ha già un’offerta turistica ricca e variegata. Va quindi predisposto un intervento semplice e rispettoso dell’ambiente

Si sta facendo una guerra a qualcosa che non esiste. – ha dichiarato Vanni Ferro, consigliere Udc, assessore all’Urbanistica del Comune di Caorle al tempo della ex giunta Sarto – Il Pat contiene solamente delle previsioni di sviluppo, spetta ai sindaci stabilire cosa effettivamente realizzare“.

Ma la faccenda rimane ancora sotto l’occhio dei riflettori, infatti l’attuale Sindaco di Caorle, Luciano Striuli, ha richiesto un incontro tra Comune di Caorle e Provincia, proprio a Dalla Tor per discutere di Valle Vecchia.

Prendo atto – ha commentato lo stesso  Striuli – che persiste la volontà, senza prima ascoltare i cittadini di Caorle e le sue istituzioni, di stralciare la previsione sull’Ato 5 della Brussa, concordata, non piú tardi di due anni fa, tra il Comune, Provincia e Regione. Prendo atto che si continua a fare confusione tra Brussa e Valle Vecchia che sono ambiti territoriali ben distinti. Mi riservo di rendere dichiarazioni dopo aver letto il contenuto della mozione che la Provincia non mi ha ancora inviato. Ribadisco che non è questo il modo di affrontare la questione, che invece avrebbe dovuto essere concertata con il Comune di Caorle mentre invece la Provincia si sta arrogando il diritto di decidere in via esclusiva“.

Non è una questione di interessi superiori rispetto a interessi particolari, - ha aggiunto il Sindaco di Caorle – non si possono calare dall’alto decisioni senza che vengano prima concertate. Io critico il metodo utilizzato che assomiglia a un commissariamento del Comune da parte della Provincia“.

Castello di Brussa

Castello di Brussa

Castello di Brussa

La piccola frazione di Castello di Brussa conta, insieme alle località limitrofe di Villaviera e Brussa, poco più di 470 residenti ed è sede della delegazione dell’Amministrazione Comunale di Caorle.
La località è sovrastata dalla mole del Castello, attualmente di proprietà della famiglia Franchin.

La chiesa, di recente costruzione, è dedicata alla “Regina Pacis” ed è attigua ad un ex cinema ora trasformato in sala conviviale e di incontri.

L’oasi di Valle Vecchia è un oasi naturale

Pineta nell'oasi di Valle Vecchia

Pineta nell’oasi di Valle Vecchia

Localizzata lungo la costa tra i centri urbani di Caorle e Bibione, si caratterizza per essere un sito costiero non urbanizzato, ubicato tra le due note località  turistico-balneari.
Pur avendo subito negli ultimi 50 anni pesanti azioni di bonifica che hanno portato alla realizzazione della stessa “isola” di Vallevecchia, il territorio ha mantenuto importanti valenze naturalistico-ambientali, soprattutto per la presenza tra l’arenile e la pineta di uno dei maggiori sistemi dunali litoranei del Veneto. Proprio per la presenza di questo particolare habitat, Vallevecchia è stata riconosciuta dalla Comunità  Europea, come Zona di Protezione Speciale e Sito di Importanza Comunitaria.

Sentieri pedonali a Valle Vecchia

Percorsi in Valle Vecchia

Percorsi in Valle Vecchia

I tre itinerari pedonali per la visita di Valle Vecchia sono situati nella parte occidentale dell’area protetta e si sviluppano attorno alle zone umide Falconera e Canadare.
Sono contrassegnati con le sigle P1 (0,5 Km) , P2 (0,6 Km) e P3 (0,6 Km) e sono opportunamente tabellati sul territorio.

I sentieri, privi di difficoltà, sono attrezzati con pannelli didattici, passerelle, punti di osservazione e schermature.
Una passeggiata lungo questi percorsi offre la possibilità di osservare, e volendo di fotografare, la ricca e diversificata avifauna che frequenta le zone umide senza arrecare disturbo.
Gli itinerari proposti risultano particolarmente coinvolgenti in quanto permettono al visitatore di vivere gli odori, le luci ed i suoni di questi delicati ecosistemi.
Allo scopo di garantire un’esperienza di contatto vero e diretto con la natura anche a persone diversamente abili è stato progettato e pensato l’itinerario P3 che risulta percorribile, nella sua interezza, anche da questo particolare tipo di utenza e dai loro accompagnatori.

Norme di comportamento in Vallevecchia

Divieto accendere fuochi

Divieto accendere fuochi

Valle Vecchia è territorio soggetto a particolare tutela e come tale opportunamente sorvegliato.
Frequentare i percorsi e visitare gli ambienti cui è consentito l’accesso implica il rispetto di elementari norme dÏ salvaguardia e di buona educazione.
Tra queste si ricordano, in particolare, i seguenti divieti:
- accendere fuochi;
- portare cani senza guinzaglio e museruola;
- liberare animali;
- disturbare o catturare animali di qualsiasi specie;
- uscire dai percorsi segnalati;
- accedere alle strade aziendali e silvopastorali con mezzi a motore;
- raccogliere piante e funghi;
- abbandonare rifiuti;
- diffondere schiamazzi o musica ad alto volume.

Si rammenta, infine, che il visitatore educato non lascia traccia alcuna del proprio passaggio in ambiente.

Percorsi ciclabili a Valle Vecchia

Percorsi in Valle Vecchia

Percorsi in Valle Vecchia

I percorsi ciclabili di Valle Vecchia sono contrassegnati dalle sigle C1 (8,5 Km), C2 (4 Km), C3 (5,5 Km) e C4 (6,9 Km) e sono adeguatamente segnalati sul territorio.

Essi possono essere concatenati e collegati tra di loro, con opportune varianti e deviazioni consentendo al visitatore di costruire un itinerario che risponda alle sue esigenze di preparazione fisica e di conoscenza naturalistica.
Le piste, che si sviluppano su capezzagne ed argini, permettono di muoversi all’interno dell’ecomosaico di Valle Vecchia potendo apprezzare gli ambiti agricoli, le zone umide, le pinete ed i boschi igrofili con una panoramica d’insieme sul sito d’importanza Comunitaria e con l’opportunità di effettuare numerose osservazioni avifaunistiche.
Il punto di partenza dei quattro percorsi è collocato in prossimità del Centro Visite vicino alla zona umida Cavanella.

Percorsi equestri a Valle Vecchia

Percorsi in Valle Vecchia

Percorsi in Valle Vecchia

Valle Vecchia può essere visitata anche a cavallo utilizzando gli appositi percorsi siglati E1 (8,5 Km) ed E2 (8,5 Km).
Il primo compie il periplo completo dell’area sviluppandosi, a nord sull’argine del Canale Canadare ed a sud lungo una strada silvopastorale che costeggia la pineta.

Il secondo itinerario, più corto, coincide con il primo a sud mentre a nord e si snoda lungo la strada Sbregavalle tagliando a metà il Sito di Importanza Comunitaria.
Il cavallo si presta molto bene ad attività di questo tipo in quanto la sua presenza viene accettata dagli animali selvatici consentendo delle osservazioni faunistiche a distanza ravvicinata.
La presenza di apposite piazzole nelle quali far sostare il cavallo consente delle varianti a piedi sugli itinerari proposti.
La partenza dei percorsi equestri è collocata in prossimità del Centro Visite vicino alla zona umida Cavanella.

Come raggiungere Valle Vecchia

Spiaggia della Brussa da Panoramio (Rosario Pane)

Spiaggia della Brussa da Panoramio (Rosario Pane)

Dal casello autostradale di Portogruaro (circa 15 Km), si prende per Concordia Sagittaria e, da qui, per la frazione Sindacale.
Raggiunta la Strada Provinciale via Fausta si procede verso sinistra per alcuni chilometri fino al semaforo di Lugugnana.
Si svolta quindi a destra e si prosegue, attraversando il piccolo abitato di Castello di Brussa.
Proseguendo ancora in direzione del mare lungo la rotabile principale si giunge infine al ponte di accesso a Valle Vecchia.

Dal casello autostradale di S. Stino di Livenza (circa 45 Km), dopo il centro di S. Stino, seguendo le indicazioni per Caorle, si attraversa la s.s. Triestina Alta e si prosegue verso sud.
Al semaforo dell’incrocio con la s.s. Triestina Bassa, si svolta a sinistra in direzione Bibione.
Dopo circa 15 km, al semaforo di Lugugnana si svolta a destra e attraversato l’abitato di Castello di Brussa si prosegue in direzione verso il mare fino a raggiungere la Valle Vecchia.

Dal casello autostradale di Latisana (circa 20 Km), raggiunto l’abitato di Latisana lo si attraversa in direzione di Bibione, superando il ponte sul fiume Tagliamento.
Si procede quindi lungo la Strada Statale Triestina, che si abbandona dopo circa 1,5 Km, svoltando a sinistra ancora in direzione di Bibione.
Raggiunto in breve un incrocio con rotatoria si prende a destra, in direzione di Lugugnana.
Al semaforo di quest’ultima località, dopo aver svoltato a sinistra, si si prosegue verso l’abitato di Castello di Brussa, attraversandolo e poi ancora in direzione verso il mare fino a raggiungere Valle Vecchia.

La visita di Valle Vecchia può essere effettuata solo a cavallo, in mountain-bike ed a piedi.
In auto però si può solo raggiungere l’area di sosta in corrispondenza all’accesso alla spiaggia, che si trova all’estremità della rotabile sterrata principale.

Migrazione record di oche russe in Vallevecchia

Oca Lombardella (Anser Albifrons)

Oca Lombardella (Anser Albifrons)

Circa ottomila oche lombardelle (Anser albifrons), insieme a qualche centinaio di oche granaiole (Anser fabalis), simili per abitudini e nutrimento, provenienti dalla Russia, hanno scelto quest’anno di svernare tra i canneti della Valle Zignago di Valle Vecchia, valle da pesca nel comune di Caorle (Venezia).

Secondo il personale addetto a Vallevecchia, oasi sperimentale e naturale gestita come zona pilota dall’agenzia regionale “Veneto Agricoltura”, non è la prima volta che le oche lombardelle “parcheggiano” in Valle Zignago; è avvenuto dal 2003 fino a 3 anni fa.
Ma questa volta la quantità di oche russe ha superato ogni previsione e gli esperti riferiscono che il fenomeno deve essere catalogato come fatto eccezionale.

Le oche di tipo Lombardella sono una specie migratoria, che nidifica principalmente in Russia e raggiunge l’ Italia regolarmente per svernare, concentrandosi in ambienti umidi come estuari, paludi o campi erbosi.
La loro migrazione inizia a fine estate e raggiungono la meta dopo un lungo viaggio, intervallato da molte soste.
Le loro zampe sono robuste e arancione come il becco che presenta una piccola macchia bianca in punta.
Sono una specie gregaria e dal carattere docile e i due sessi sono simili, ma il maschio è un po’ più grande.
Si cibano di molluschi, lumache, bacche, germogli e sementi.

I servizi veterinari della Provincia, di concerto con quelli della Regione e del Comune di Caorle, si stanno organizzando per mettere a disposizione delle oche alcune partite di sementi, in particolare granaglie, al fine di evitare “invasioni” in territori, già destinati a coltivazioni diverse o protette.
I guardacccia, attrezzati di cannocchiale, hanno segnalato che le oche si sono già acclimatate ma il loro problema, superato il rigore del freddo che hanno lasciato nel luogo d’origine, resta ora quella di nutrirsi e che si spostano da un posto all’altro in gruppi.

Ambiente di Valle Vecchia

Vallevecchia sacche lagunari

Vallevecchia sacche lagunari

Valle Vecchia costituisce un ambito territoriale di notevole complessità ambientale in cui è possibile riscontrare la presenza di aree molto diverse tra loro che vanno dai biotopi agroforestali a quelli lagunari a quelli palustri fino al litorale sabbioso.

Ciascuno di essi contribuisce in termini significativi ad arricchirne la biodiversità, anche se l’importanza relativa,
indipendentemente dalla complessiva superficie occupata, risulta molto diversa.

I suoli sono di tipo sabbioso-limoso con modesto grado di fertilità nelle zone elevate, alternati ad argille di fondale lagunare

nelle zone più basse, dove si riscontrano frequenti infiltrazioni di acque salate.

Le stesse acque che circondano l’isola di Valle Vecchia ed in parte la permeano, sono acque dolci o a salinità aumentata fino a valori marini avvicinandosi alle bocche di porto, da cui in fase di alta marea le acque si infiltrano nelle depressioni palustri della duna litoranea.

Di notevole interesse risulta essere, come già accennato, la diversità dei biotopi presenti, fra cui prevalgono, quelli di tipo agrario e in particolare le colture annuali, che occupano una superficie complessiva pari ad alcune centinaia di ettari, ma notevoli sono anche i biotopi di tipo forestale, come la pineta, i boschi igrofili e le siepi agrarie.

Nella successione battigia-entroterra si possono individuare in sequenza i seguenti biotopi da cui si può apprezzare la complessità delle situazioni d’ambiente e delle comunità viventi, che vivono e interagiscono nel sistema ecologico di Valle Vecchia:

- La battigia e la spiaggia:

- La prima duna e le depressioni interdunali: ospitano una vegetazione psammofila ed igrofila peculiare (calcatreppola marittima, falasco, canna di Ravenna), oltre ad una specializzata fauna minore (lucertola campestre, fratino);

- Le dune aperte a vegetazione arbustiva: ospitano interessanti specie florofaunistiche d’ambiente steppico e litoraneo (lino marittimo, apocino veneto, ramarro, succiacapre, strillozzo);

- La pineta mista: bosco in parte coetaneo ma in fase di miglioramento strutturale, ospita una ricca flora fungina ed interessanti specie faunistiche (aspide, gufo comune, colombaccio, astore);

- II molinieto retrodunale: ospita un ricco contingente floristico di tipo erbaceo, con specie rare e localizzate (gladiolo palustre, orchidacee, astro spillo d’oro);

- Le sacche lagunari:
ospitano la tipica flora alofita dei suoli salmastri (limonio, salicornia veneta, obbione) ed una ricchissima fauna, soprattutto nelle stagioni migratorie (chiurli, beccaccia di mare, piovanello pancianera, piovanello tridattilo, garzetta);

- I boschi igrofili di recente impianto: piccoli complessi forestali in fase dinamica, offrono rifugio ad una interessante e numerosa fauna (averla piccola, saltimpalo, sterpazzola, crocidure);

- Gli stagni palustri d’acqua dolce: ospitano una ricca vegetazione di idrofite e di elofite (lisca trigona, mazzasorda, canna di palude) ed una fauna di particolare interesse (tartaruga palustre, biscia tassellata, marangone minore, cavaliere d’Italia, airone rosso);

- La monocoltura ed i medicai: ospitano un contingente floristico semplificato e banale, mentre la fauna comprende interessanti specie steppiche (calandrella) e di grande interesse ecologico (gru, oca selvatica, gruccione);

- Le praterie d’argine e l’incolto retrodunale: ospitano un ricco contingente floristico di tipo erbaceo, con specie floristiche e faunistiche ad ampia diffusione (salvia di prato, ginestrino, erba mazzolina, saltimpalo, ramarro, biacco);

I canneti: disposti a cortina lungo i maggiori alvei o in formazioni estese negli avvallamenti palustri, ospitano una ornitofauna ricca e diversificata (tarabusino, tarabuso, folaga, schiribilla, cannareccione);

Gli alvei lagunari: estesi per alcuni chilometri, ospitano un’abbondante fauna ittica d’acqua dolce e d’acqua salmastra (cefali, passera di mare, anguilla, carpa, tinca).

m4s0n501